1801 Passaggi edizione 2020

L’associazione LaPilart, in collaborazione con la Pro Loco “Gino Chicone” e con il sostegno dell’Amministrazione comunale di Lacedonia, bandisce un concorso fotografico con cadenza annuale.

Il concorso rientra nell’ambito delle attività del MAVI – Museo Antropologico Visivo Irpino con sede in Lacedonia (Av).

La procedura concorsuale seleziona un gruppo di opere fotografiche finaliste che vengono esposte in una mostra conclusiva nell’ambito dell’evento “1801 Passaggi”, che si tiene presso il MAVI. Nel corso dello stesso evento vengono proclamate e premiate le opere vincitrici.

Il tema del concorso di quest’anno è “Un paese italiano, 2020”.

Leggi il comunicato completo

 

Per scaricare il bando e i materiali per la partecipazione al concorso:

Bando concorso 1801 passaggi – 2020

Schede concorso 1801 passaggi – 2020

Scadenza prorogata al 31 gennaio 2021 – comunicato stampa

 

Per informazioni: concorso@museomavi.it

Vincitori concorso fotografico 1801 Passaggi 2020

Michele Mari

1a Classificata – Frank Cancian 1

L’opera viene premiata per la capacità di traslare su un piano simbolico la condizione dei ragazzi in età scolare nella attuale “era covid”. La fotografia, che ritrae un ragazzo che trasporta attrezzi di danza presso la palestra di una scuola, a Salerno, gode di un’ottima visione estetica e compositiva. La presenza della celebre frase del filosofo e sociologo Theodor Adorno veicola significati che rafforzano il senso dell’immagine, permettendone una lettura a più livelli.

Annibale Sepe

2a Classificata – Frank Cancian 14

Con questo scatto Sepe porta al centro dell’attenzione un oggetto fino a poco tempo fa inconsueto per il nostro vivere quotidiano. Una maschera che ci allontana “proteggendoci” dagli altri, in questo momento storico di incertezza e paura. Viene premiata per la sua forza e per la prepotenza con cui si offre alla vista dell’osservatore. La donna viene ripresa in un ambiente vuoto e in visibili precarie condizioni di stabilità. Si tratta di un’abitazione colpita dal sisma in Irpinia avvenuto 40 anni fa.

Aldo Feroce

3a Classificata – Frank Cancian 4

L’opera di Feroce spiazza l’osservatore presentando una situazione al limite del reale: la benedizione impartita da un parroco ai suoi fedeli da un camioncino della Protezione Civile, in occasione delle feste pasquali del 2020. Viene premiata per il suo valore di documento storico di grande rilevanza quale è; un’immagine che, paragonata e affiancata all’immagine dell’affollata processione ritratta da Cancian, ci sottolinea il paradosso, rinnovando il timore di una libertà perduta per sempre.

Angela Colonna

Menzione speciale della giuria – Frank Cancian 7

L’opera si distingue per la capacità di affrontare il tema in modo diverso da tutte le altre. Essa riesce a mettere efficacemente in risalto, sotto forma di metafora, il tema dell’Assenza. Dal punto di vista formale essa si presenta molto ben costruita: la dominante delle tonalità del grigio, il ripetersi del motivo delle righe, la vera al dito della donna come anche il nodo allo scialle del suo vestito la rendono ricca da un punto di vista evocativo.

Premio Frank Cancian 2020

Patrizia Sonato

Premio Frank Cancian – Frank Cancian 20

«Questa fotografia avrebbe messo un grande sorriso sul viso di mio padre. Combina fotogiornalismo e arte, cultura e attualità, documentazione e umorismo proprio come lui ha cercato di fare nel suo lavoro. Come ex fotogiornalista, rispettava e cercava la singola immagine che potesse raccontare una storia. Come artista, vedeva il modo in cui l’ambiente fisico incornicia e illumina l’attività umana – così come la simmetria della chiesa in questa immagine mette in risalto che la pandemia ha imposto una simmetria disumana alle nostre interazioni. Inoltre, mio padre amava il modo in cui la macchina fotografica può catturare dettagli delle interazioni umane che a noi in tempo reale possono sfuggire – gli assistenti che vogliono aiutare il fedele con la sua maschera ma si sentono piantati a terra… le posizioni impazienti dei due visitatori sulla destra. In una sola immagine, la fotografia di Patrizia Sonato cattura come la pandemia abbia cambiato la forma, ma non il contenuto, delle nostre vite pubbliche».

(Steve Cancian)